New York Giants @ Washington Redskins – Recap!!

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Avrebbe dovuto essere la serata dello stacco di New York, quella che avrebbe dovuto confermare gli equilibri nella mediocre NFC East che vedono i Cowboys in crisi sul fondo della classifica e gli Eagles senza una identità precisa e invece con la vittoria dei Redskins resta tutto aperto. Washington è prima a 5-6 insieme a NY ma con gli scontri diretti a favore, quest’anno ad est sembra proprio che regni la mediocrità e l’equilibrio.
Nonostante la sconfitta con i Patriots, i Giants venivano da una buona prestazione decisa solo all’ultimo istante da un field goal, mai avrei pensato ad una prestazione del genere ma questa partita è stata noiosa con solo alcuni sprazzi di gioco e per lo più da parte degli Skins. Primo e terzo quarto senza punti e pieni di turnovers, penalties e un gioco decisamente brutto. Manning, deve fare a meno di Jerry, Pugh, Richburg e verso il secondo quarto perderà momentaneamente anche Schwartz. Con la Offensive line priva di giocatori chiave, Eli ha lanciato per 321 yards, con 26 completi su 51 tentativi, 2 touchdowns e 3 intercetti, decisamente insufficiente come prestazione.
Si è ritrovato troppo frequentemente in difficoltà, poco protetto dalla linea ha subito due sacks da Kerrigan e anche il gioco delle corse ha prodotto veramente troppo poco con 33 yard totali a fronte di 13 tentativi.
Con le corse fermate sul nascere e  un Manning non in forma e poco protetto il risultato era già scritto; mentre il suo omologo della capitale Kirk Cousins, nonostante le critiche che lo vedono starter ai danni di Robert Griffin III, è uscito dallo scontro con un dignitoso rate di 114.4 portando a casa 20 completati su 29 tentati, 302 yards; 1 touchdown personale su corsa e uno splendido passaggio da 63 yards raccolto da Desean Jackson e conclusosi nella endzone newyorchese.
I Pellerossa con un discreto gioco di corse, molto bene Morris a chiudere i down, e una buona gestione della partita da parte di Cousins riescono a restare avanti tutta la durata dell’incontro nonostante i due td arrivati nel finale di partita da parte di Randle e il solito Odelle Beckham Junior il risultato non è mai stato messo in discussione.
Con un front seven discreto i Redskins hanno messo più volte in difficoltà l’attacco dei G-men, oltre a Kerrigan menzione speciale per un impattante Knighton e per gli autori degli intercetti: Dunbar, Blackmon Breeland.
Tirata d’orecchi per la difesa dei Giants, la coppia di cornerbacks Prince AmukamaraDominic Rodgers-Cromartie non riesce questa volta a totalizzare nessun intercetto e a tratti va in affanno sulle coperture perdendosi.
Pass rush quasi inesistente, Cousins quasi mai in difficoltà si ritaglia il suo tempo e lancia preciso, Pierre-Paul opaco, Ayers non pervenuto. Bene invece il rookie safety Collins che torna a New York con 8 solo tackles e 1 ast, salvato da una buona gara Devon Kennard autore di 10 tackles tra solo e assisted.
Nonostante con la nona assoluta sia arrivato un tackle allo scorso Draft (Ereck Flowers), i Giants dovranno intervenire o con la free agency o nuovamente con il draft sulla propria linea offensiva per arrestare l’emorragia di infortuni e scarsa qualità generale che spesso è complice di cattive prestazioni. Oltre alla O-line, un settore da rivedere è quello dei linebackers, con una pass rush mediocre le aspettative stagionali non possono essere migliori di quelle attuali.

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Con questa week 12 dove quasi ovunque vanno delineandosi equilibri, certezze e gerarchie nella NFC East resta tutto molto aperto in un testa a testa fra Washington e New York dove visto il livello mediocre generalizzato, sarà dura vedere l’arrivo di una wildcard. Il calendario non sorride ai Big Blue, la prossima settimana dovranno affrontare i solidi Jets in un derby che si preannuncia decisivo per i playoff, successivamente dovranno vedersela nell’ordine con Dolphins, Panthers, Vikings ed Eagles una schedule non certo facilissima per riuscire a chiudere in testa alla division.
Gli Skins finiranno la loro regular season con partite decisamente più abbordabili dovendo affrontare: Cowboys, Bears, Bills, Eagles e nuovamente Cowboys. Molto dipende da Dallas, se sarà in grado di reagire, cosa tutta da vedere, allora Washington potrebbe trovare più resistenze del previsto nel doppio scontro che gli resta da giocare.
Nelle ultime cinque partite da disputare prevedo un 2-3 per i Giants che andrebbero a chiudere la stagione con un 7-9 confermando le mie aspettative stagionali ed eguagliando il record dello scorso anno e un 3-2 per i Redskins che invece chiuderebbero con un 8-8 alquanto sorprendente.

 

5 keys to success against the New England Patriots!

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Torna la nostra rubrica ” 5 Keys to success”, dedicate alle situazioni tattiche, che potrebbero portare vantaggio nella prossima delicatissima sfida, che si disputerà al MetLife Stadium, contro i New England Patriots.

1) Fattore JPP

Il ritorno di JPP ha ridato grande fiducia ai tifosi Giants, ma sopratutto l’ ha data alla squadra intera, per aver ritrovato sul campo uno dei migliori rushers della lega. Il suo “comeback” contro i Buccaneers non è andato male, anzi: non è arrivato nessun sack, ma la pressione cominciava a farsi sentire man mano che il numero 90 era in campo. Contro i Patriots servirà sicuramente il suo apporto per poter avere più chances di arrivare a Tom Brady. Con lui sulla linea, anche gli altri end avranno più fiducia, e sopratutto, magari meno attenzione su di se, visto che la OL dei Patriots potrebbe concentrarsi maggiormente proprio su JPP; giocatori come Wynn, Ayers e Moore potrebbero beneficiare da questo aiuto.

2) PRESSURE ON BRADY

Abbiamo visto cosa ci ha fatto Brees giocando praticamente seduto in poltrona, e senza le armi che Brady ha a disposizione. Arrivare sul 12 sarà fondamentale per non dargli tranquillità nella tasca, territorio che Brady ama e dove riesce a essere efficace. Se si vuole sperare di contenere Brady ed i Patriots bisogna portare pressione: mi aspetto dei blitz di Spags, ma anche tanta pressione dal front four. Se Brady avrà tutto il tempo del mondo allora credo che, a meno di una giornata di grazia dell’ intera secondaria, saranno dolori per noi. Lavoro in pass rush e secondarie mai come in questa partita saranno legati: se le secondarie stanno in coverage con i wr dei Pats, aumenta il tempo in cui Brady sarà nella tasca, per cui aumenta anche il tempo a disposizione per i nostri DE di arrivare su di lui.

3) RITMO OFFENSIVO

Contro i Patriots bisogna cercare di stancare tanto la loro difesa e stare in campo a lungo, per cercare di tenere sulla sideline Brady, raffreddandolo e togliendoli cosi la possibilità di guidare il suo attacco. Per farlo sarà necessario produrre drive lunghi, mai prevedibili e sopratutto avere tanta efficenza in redzone: basta vedere la solita corsa centrale dalla 1 yard: ogni occasione che avremo dovrà essere sfruttata per portare sul tabellone 7 punti, in modo da stare sempre in partita.

4) SHANE VEREEN

Il running back arrivato in questa primavera dalla free agency potrebbe, secondo me, essere davvero una chiave importante per avere successo contro i Patriots. Chi meglio di lui li conosce e sà come attaccarli? In questo inizio di stagione Vereen non è stato coinvolto tantissimo nel nostro attacco, ma quando lo ha fatto è stato sempre determinante, specie su screen o lanci nella flat, oppure anche come arma letale nella redzone avversaria. Contro i Patriots lo dovremmo sfruttare perchè la loro difesa soffre questo tipo di giocatori, per cui mi aspetto un uso abbastanza continuo e aggressivo di Vereen, specie su down corti

5) MARCARE GRONK

Quando giochi contro i Patriots non puoi non marcare questo giocatore, altrimenti i guai sono dietro l’ angolo. A LB noi non siamo messi benissimo, per cui mi aspetto in marcatura Casillas, con i suo aiuto una delle safety. Gronk è quasi sempre una delle prime letture di Brady e toglierli questa opzione sarebbe veramente preziosa per la nostra difesa. Da non sottovalutare Edelman, uno dei wr più proliferi che ci darà tantissimo filo da torcere. Se si riuscisse a essere efficaci in fase di coverage su questi due elementi credo che i Patriots saranno in difficoltà. Ah che bello sognare….

Up and Down – Tampa Bay Buccaneers

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Torna la nostra rubrica settimanale “Up and Down”: come al solito indicheremo chi si è contradistinto in positivo nella precedente partita, evidenziando anche chi invece non ha reso secondo le aspettative!

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1) JASON PIERRE PAUL

Menzione d’onore per il numero 90, che dopo ben 8 partite, ricalca un campo da football e lo fa, ovviamente, con snap limitati, anche e sopratutto per ritrovare la giusta forma ed il giusto ritmo. E’ innegabbile che con JPP in campo la nostra pass rush sia aumentata maggiormente, pur non producendo sacks, proprio per l’ influenza e il timore che JPP provoca alle linee offensive avversarie. Nonostante la fasciatura alla mano si è mosso bene contro il rookie Williams e man mano che passavano i minuti cominciava ad essere sempre più pericoloso, dando cosi anche la possibilità agli altri Lineman di poter portare pressione. Insieme ad un Damontre Moore disciplinato, potrebbe salvare la seconda metà di stagione, cercando con il suo talento, di migliorare e alzare il volume di una pass rush, fatta solo di tackle mancati.

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2) SPECIAL TEAMS

Grande prova degli special teams, che sono stati importanti per la vittoria finale. Statua d’ onore davanti al MetLife per Josh Brown, che con i suoi field goal ci permette sempre di stare in partita e anche di vincerle: la distanza per lui non è importante, dato che domenica ha calciato oltre le 50 yards anche. Un solo punt ma che punt per Brad Wing: ben 64 yards: era importante vedere come avrebbe reagito il nostro punter dopo una settimana non proprio idialliaca, a causa delle critiche per il punt di contro i Saints. Buone anche le fasi di coverage sui ritorni, dato che Tampa Bay non è mai stata pericolosa su di essi: questo ha portato ovviamente a posizioni di campo non sempre favorevoli ai Bucs.

3) JASPER BRINKLEY

Dopo il forfait definitivo di Beason (out for the season) e Unga per un infortunio al collo, ecco un nuovo MLB messo li in mezzo a dare ordini ad una difesa, francamente imbarazzante a tratti. Brinkley invece, assieme a tutto il reparto LB, ha fatto un buon lavoro, provocando due fumble e recuperandone uno, ma poi tanti tackles e posizione sempre perfetta. Sicuramente gli infortuni lo hanno agevolato ma se le premesse sono queste direi che possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti di questo ragazzo

4) ODELL BECKHAM JR

Francamente non so più che aggettivi usare per descriverlo. Coinvolto nell’ intercetto alla prima giocata della partita, si rialza e si fa sempre trovare pronto, praticamente immarcabile. Nel secondo intercetto avrebbe potuto fare di più per non prendere l’ intercetto, ma quando in 21 partite raggiungi le 150 ricezioni e rompi un altro record tutte le critiche vanno spazzate via. Ogni ricezione effettuata contro i Bucs ha portato ad un primo down, e sono ben 105 le yards ricevute in sole 9 catches. Ah dimenticavo…2064 yards ricevute in 21 partite giocate: record che verrà presto rotto!

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DOWN

1) DEFENSE

A parte il reparto dei LB’s che si è comportato dignitosamente, non mi riesce possibile spiegare come sia possibile concedere cosi tanto ad una squadra che giocava con un solo ricevitore a cui dare le attenzioni più importanti. L’ assenza di Amukamara si fà sempre più sentire e DRC da solo non può guidare il carretto per sempre. Hosley, a parte qualche passaggio difeso, si è sempre fatto trovare in ritardo, cosi come le Safety: in ritardo sui raddoppi e spesso andate in over pursuit sul running game e non solo ( vedi Collins su big play di Evans e Meriweather su corsa di Sims). Domenica arriverà un attacco pazzesco e la vedo veramente dura. il solo pensiero che Gronk e Edelman affronteranno la nostra difesa non farà dormire per tutta la settimana!

New York Giants @ New Orleans Saints – Recap

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Ottava settimana della NFL e metà stagione oramai nella storia e nei libri, cosi come nella storia resterà la partita tra I Giants e I Saints. Partita che sin dall’ inizio fa capire quale sarà la forza dei due attacchi, e al tempo stesso, delle due difese, le quali non saranno di certo le vere protagonist della gara.

Primo drive offensive per I Saints e la nostra difesa, nonostante le numerose assenze in ogni singolo reparto, forza un bel three and out, che ci da subito la possibilità di entrare in campo con l’ attacco. Dopo la penosa prestazione offensive contro I Cowboys ero curioso di vedere che piglio avrebbe preso il drive. Sin dall’ inizio si capisce che in questa partita, il nostro attacco avrà un ritmo totalmente diverso e difatti, anche aiutati da alcune penalità defensive dei Saints, riusciamo ad arrivare in redzone, e come al solito, arriviamo sulla 1 yarda e ci blocchiamo, chiamando le solite tre corse centrali, sperando in qualche Varco che si apre all’ ultimo. Ci giochiamo il 4 down e stavolte la mente di McAdoo si apre chiamando una bella slant per ODB, il quale riceve e sigla il td del 7 a 0. Entra in campo l’ attacco guidato da Drew Brees, il quale palesa tutte le difficoltà della nostra difesa: senza giocatori come Amukamara, JPP e Beason su tutti, il qb dei Saints fa praticamente quello che vuole e la nostra difesa non riesce mai a chiudere e a trovare un modo per fermarlo. Senza difficoltà I Saints arrivano al 7 a 7 grazie ad una bella Flea Flicker, con Brees che trova in endzone Watson, con Meriweather e Collins in ritardo, a causa della finta iniziale. Torna in campo il nostro attacco ma veniam fermata dalla difesa di Ryan e siamo costretti al three and out, cosa che invece non accade ai Saints I quali Marciano incontrastati verso la redzone, senza mai subire pressione dalla nostra difesa. Brees capisce che il lato più debole della nostra difesa è quello difeso da Hosley e quindi il lancio del 14 a 7 è proprio nella sua zona, e Cooks ne approfitta arrivando in endzone dopo aver corso una bella slant. 14 a 7 Saints. Il botta risposta tra I due attacchi continua e Eli, anche se sotto pressione dato che la linea difensiva dei Saints è più performante della nostra, risponde al drive di Brees trovando ancora Beckham in endzone, per il td fotocopia di quello precedente: 14 a 14. Nel secondo quarto I Saints non trovano mai ostacoli dalla nostra difesa e quindi Marciano incontrastati verso la nostra endzone: che la nostra difesa fosse in difficoltà lo si può chiaramente notare nel terzo td quando Brees trova Colston lasciato libero dalla nostra difesa, a causa di una delle tante mis communications. I Saints non trovano ostacoli e continuano la loro Marcia arrivando sul 28 a 14. Eli non si arrende e prima della fine del secondo quarto trova il td del 28 a 21 con un bel lancio in endzone per Sean Vereen che, marcato da Anthony, si separa e riceve libero in endzone.

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Il terzo quarto inizia con una bomba di Eli per Beckham che riceve in endzone per il td del 28 a 28. La partita però riprende la strada dei Saints, dato che nel terzo quarto la nostra difesa decide proprio di non scendere in campo, concendendo ai Saints altri 14 punti, portando il punteggio sul 42 a 28 con Brees, che raggiunge I 6 td pass in soli 3 quarti, e con la nostra pass rush che non riesce mai a mettere Brees in difficoltà. Nel quarto quarto I Giants si ricordano di essere una grande squadra e Eli si ricorda di essere un grande qb. Arriviamo in redzone ma dobbiamo giocare un 4th e 5: Eli sembra essere in difficoltà ma lancia comunque in endzone trovando Harris appostato per la ricezione: da notare come il lancio sia perfetto, perchè arriva proprio su Harris, anche se la dea bendata ci ha dato un aiuto notevole. A questo punto è necessario uno step up difensivo e chi se non DRC poteva compierlo? Brees lancia verso Snead, ma Cromartie è bravissimo nel leggere la situazione e intercettare il Pallone. Siamo ad un td di distanza e allora Eli decide di marciare nuovamente verso la loro endzone: lancio maestoso contro la man coverage, che finisce nelle mani di Harris che riceve per il td del 42 pari. Offensivamente una delle partite più belle di questa stagione e non solo. I Saints non ci stanno a perdere al SuperDome ma Brees non ha fatto I conti con DRC, il quale si rende ulteriormente protagonist, placcando fortissimo su Snead, il quale non trattiene il Pallone che finisce dritto nelle mani di McBride, il quale lo riporta in endzone per il td del 49 a 42. Giants davanti dopo due si erano ritrovati sotto due volte per 14 punti. Manca ancora troppo alla fine della gara e Brees dimostra di essere un future Hall of Famer, orchestrando un drive spaziale, aiutato sicuramente, dalla nostra pass rush, il quale lo lascia sempre lanciare libero e tranquillo. I Saints Marciano e trovano il td del 49 pari grazie al lancio di Brees in endzone per Spiller, il quale con un cambio di direzione si mangia Casillas, e riceve il Pallone. Non siamo ancora alla fine e la possibilità per arrivare almeno a calciare un field goal c’è, quindi, giustamente secondo me, McAdoo adotto una strategia diversa: lanciare e guadagnare yards per il field goal, invece delle solite corse centrali per guadagnare tempo. Peccato che si Randle che Harris non ricevano due palloni ricevibilissimi e la palla torna di nuovo ai Saints; Wing calcia un punt non bellissimo che Murphy ritorna: fumble ma il Pallone carambola su Snead che lo riprende e tenta di riportarlo, ma Wing lo ferma: si prospettano gli Overtime, invece lo stesso Wing, per fermare Snead, compie un facemask, per cui penalità da 15 yards, field goal di Forbath e I Saints chiudono sul 52 a 49!

Peccato non aver avuto una difesa degna di questo nome, perchè l’ attacco è mostrato di che pasta è fatto. Ora sotto con I BUccaneers,per tenere ancora il primate nella NFC East!! GO GIANTS!!!!

Up and Down – Philadelphia Eagles

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In questa edizione degli “Up and down” ci occupiamo ovviamente delle brutta sconfitta subita nello scorso MOnday Night ad opera dei Philadelphia Eagles, I quali ci hanno cosi raggiunto in testa alla division con il record di 3 – 3. Visti I tanti infortuni che hanno colpito il nostro roster in tutti I singoli reparti, era difficile aspettarsi una prestazione sopra le righe da parte della nostra squadra, anche se la difesa ci ha permesso di restare in partita fino all’ ultimo quarto, mentre il nostro attacco ha deciso di uscire completamente di scena dopo l’ intercetto di Donnell. Ma veniamo ora agli ” Up and Down” di questa settimana.

UP

1) BRANDON MERIWEATHER, LANDON COLLINS

Alzi la mano chi avrebbe buttato un singolo centesimo su questa coppia di Safety. Nel sistema di Spags stanno davvero disputando una grande stagione, e anche nella gara contro gli Eagles hanno lasciato il segno, con due intercetti ( uno ciascuno) che hanno permesso alla squadra di stare in partita. Collins sta dimostrando di essere efficace anche in fase di coverage, smentendo chi lo definiva una semplice box safety, mentre Meriweather picchia forte e, per un soffio, non intercettava anche il lancio, che poi Cooper ha trasformato in touchdown. Sinceramente stanno stupendo anche il sottoscritto, per cui mi auguro davvero che possano continuare su questa strada: qualcosa da migliorare c’è eccome, ma le intenzioni sono quelle giuste.

2) ERECK FLOWERS

Buona la partita del rookie, il quale ha dovuto affrontare un front seven, che non era particolarmente semplice. Mi è piaciuta tanto la sua personalità, che mostyra sia in campo, sia quando è sulla sideline: non a caso dopo l’ ennesimo drive andato male era proprio lui che spronava I suoi compagni di reparto. Tecnicamente è migliorato molto rispetto ad inizio stagione, e in quell ruolo, può davvero essere un pezzo fondamentale per la nostra OL. Domenica sarà atteso da un esame molto importante; I Cowboys, che annoverano in pass rush giocatori come Hardy, Lawrence e Gregory.

DOWN

1) LE PENALITA’

E’ inconcepibile che si commettano penalità come quelle a cui ho assistito domenica sera. Tra l’ altro tutte dopo che la nostra difesa aveva praticamente forzato dei three and out. Quella di Moore poi credo che sia al limite della stupidità umana, mentre quella di Whitlock la consider come un ingenuità di un giocatore, ancora acerbo. Penalità come queste rovinano l’ inerzia della partita, perchè hanno permesso a Philadelphia di rientrare in gara e di arrivare a segnare 14 dei 27 punti totali, proprio grazie a queste due penalità.

2) DRIVE OFFENSIVI (TRANNE IL PRIMO)

Dopo sei partite non ho ancora capito del tutto di che pasta è fatto il nostro attacco. Il primo drive di questa partita, penso sia stato uno dei più belli da quando c’è McAdoo, mentre dopo l’ intercetto di Donnell, siamo completamente usciti dalla gara. Schemi inutile e sequenze penose, ci hanno fatto commettere credo 8 three and out nel solo terzo quarto, facendo arrivare a 16 le yards totali del quarto in questione. Io non voglio andare a cercare colpevoli e innocent, ma mi domando: è cosi difficile trovare una continuità che ti permetta di arrivare tranquillo nei finali di partita?

 

 

New York Giants @ Philadelphia Eagles – Recap

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Il Monday NIght Football della sesta week Nfl, ci vede opposti ai Philadelphia Eagles, nostri acerrimi rivali divisionali. Dopo la bella vittoria in rimonta contro i 49ers, tutti i tifosi BIgBlue si spettano una bella prova da parte di Eli e compagnia, che arrivano a questa sfida con la concreta possibilità di allungare nella division, vista anche la sconfitta dei Washington Redskins, contro i Jets, di domenica pomeriggio.

Si gioca a Philadelphia, dove l’ ambiente, specie in gare come questa, è sempre molto caldo e presente, con l’ intenzione di spaventare l’ avversario. Il primo possesso delle gara è il nostro e partiamo dalle 20 yards: Eli orchestra un drive fantastico, uno dei più belli e produttivi degli ultimi anni, dove la difesa avversaria non ha mai la possibilità di essere un fattore. Molti coinvolti i due Tight End, Donnell e Tye, i quali corrono tracce che i LB’s non coprono facilmente. Anche le corse di Jennings, pur non essendo di lunga gittata, risultano essere molto utili per chiudere i down corti e conquistare cosi altri 4 tentativi. C’è da aggiungere, inoltre, che scendevamo in campo con i due wr titolari, Beckham e Randle, praticamente a mezzo servizio, anche se il td del 7 a 0 ( e anche l’ unico della nostra gara) arriva grazie ad una bella traccia corsa da Odell, che si ritrova accoppiato con un LB , Ryan per la precisione, rendendogli cosi più facile separarsi per farsi trovare pronto. Inizio veramente da applausi per l’ attacco, e anche per la difesa, che blocca subito gli Eagles, facendogli subito commettere three and out, e dando la possibilità all’ attacco di rientrare subito in campo. Qui inizia un altra partita, una partita fatta di errori, di penalità e di schemi assurdi, che ovviamente non ci consentono di stare in partita. Dopo un altro bel drive, ci ritroviamo di nuovo in prossimità della redzone degli Eagles, e su un lancio di Eli, Donnell si fa strappare il pallone dalle mani da Ryan, il quale lo intercetta, dando il possesso all’ attacco degli Eagles. Offensivamente gli Eagles non sono granchè, ma che problema c’è: ci pensa Damontre Moore a regalargli il primo down, commettendo un penalità al limite dell’ idiozia umana: un roughing the passer grande come una casa dopo che Bradford, si era liberato da anni del pallone. Sul drive seguente arriva il td di Cooper, bene imbeccato in profondità da Bradford. Il nostro attacco non è più in ritmo, e la nostra OL comincia a vacillare, a causa della grande pressione del front seven avversario. Altri due turnover caratterizzano il secondo quarto: il 4 e 1 non chiuso d Jennings, e ancora più grave, il pick six lanciato da Eli, che porta gli Eagles sul 14 a 7: bravo Carroll a leggere il passaggio debole verso Harris e ad intercettarlo. Tra l’ altro c’è da segnalare la grande prestazione della difesa, la quale rende difficoltosa la vita a Bradford e compagni: anche gli Eagles sbagliano, ma noi non ne approfittiamo mai: da segnalare il bell’ intercetto di Hosley, su un brutto lancio di Bradford.

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Siamo sul 17 a 7 e fino ad ora 14 dei 17 punti avversari arrivano da nostri errori, i quali non sono ancora finiti: dopo un drive in cui un pò di ritmo si era trovato, arriva il fumble di Jennings, che ridà la palla all’ attacco Eagles, che non avevo mai visto in difficoltà come in questa stagione. Difficoltà che viene alla luce sui pass play, ma anche sulle corse, le quali grazie anche alla nostra difesa, non riescono mai ad essere un fattore. Un altro intercetto compiuto da Meriweather, non ci consente offensivamente di rientrare in partita. Altra penalità ed altro punto regalato agli Eagles: c’è ancora lo zampino di Moore, ma la penalità viene accreditata a Whitlock, che non riesce a fermarsi in tempo e va a sbattere contro il punter, provocando un running into the kicker da 5 yards, sufficienti per provocare un primo down, dato che si partiva da un 4 e 2! Gli Eagles allungano  sul 27 a 7, ma noi non riusciamo più a produrre un drive decente: la nostra OL viene soffocata da un front seven pazzesco, che porta blitz da tutte le prti, e non concede mai ad Eli di leggere la difesa e di avere tempo per poter lanciare. E anche vero che con Beckham e Randle a mezzo servizio, c’era bisogno di uno step up di qualche altro giocatore, che potesse essere una valvola di sicurezza per Eli. Molto buona la prova delle difesa, che a conti fatti, concede solo 6 punti all’ attacco avversario, grazie anche al terzo intercetto della gara, da parte del rookie Landon Collins, il quale compie una grande giocata cadendo all’ indietro e intercettando il pallone diretto ad Ertz. Si va via da Philadelphia con l’ amaro in bocca per aver perso una partita che si poteva vincere, e contro un avversario ma cosi debole come in questo momento. Adesso arriva un altra partita fondamentale, contro i Cowboys, da non sbagliare se si vuole continuare a rimanere in testa alla division a lungo!!

Quell’ ultimo drive…

 

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Non sempre capita di assistere ad un capolavoro, ma quando questo accade è giusto esaltarne i protgonisti, coloro che l’ hanno reso possibile. Sto parlando ovviamente dell’ ultimo drive del SNF contro i 49ers in cui Eli ha mostrato a tutti, che cosa significa essere un Elite qb. Un Elite Qb vince le partite senza wr, e solo con il running back o il tight end, perchè non ha bisogno di avere per forza dei fenomeni attorno, se il fenomeno lo è già lui stesso. A 1:45 dalla fine della partita, sotto di 4 punti, Eli parte dalle nostre 18 yards, e….

1st and 10: forse è la giocata che mi ha fatto capire più di tutte che forse era la volta buona per recuperare questa partita. La pressione arriva da ambo i lati della linea, Eli sfugge ad essa correndo verso il centro per poi allargarsi e capire, che correndo, sarebbe arrivato al primo down e cosi è stato: aggiungerei il tackle subito con coraggio con la possibile conseguenza di provocare il turnover, invece palla nelle mani e testa giù per prendere il primo down.

1st and 10: Eli sente ancora la pressione ma questa volta linea regge. Vereen corre una traccia verso l’ estern e Eli lo cerca subito, guadagnando ben 11 yards e portandosi sulla linea delle 40, a ridosso dell metacampo avversaria.

1st and 10: l’ assenza di Beckham e Randle comincia a farsi sentire, e in questa occasione Eli tenta di lanciare una fade esterna verso White, il quale non se l’ aspettava, causando cosi un incompleto. Se si osserva il replay si nota come la palla non fosse underthrown, ma la traccia corsa da White era in realtà quella sbagliata. Errore perdonabile ad un giocatore a roster da solo 7 giorni.

2nd and 10: nonostante l’ ssenza di playmakers come i nostri wr, la difesa dei 49ers si setta per coprire bene la profondità, cosi da non concederci troppi guadagni sul profondo. Si dimenticano in realtà della presenza di un giocatore come Vereen, il quale riceve su una traccia in per ben 16 yards, arrivando sulle 44 yards avversarie: mancano 50 secondi alla fine.

1st and 10: dopo aver quasi sprecato il timeout per una miscomunications con gli arbitri, i quali hanno frainteso un segnale di Eli scambiandolo per una richiesta di timeout, lo stesso Eli cerca di forzare sulla profondità, sempre verso White, chiuso da una double coverage. Il cb dei 49ers compie una grande giocata intercettando quasi il pallone, che però tocca terra nel mentre che il difensore completa il processo: incompleto e anni di vita persi sulle tribune del MetLife, e non solo…

2nd and 10: i 49ers decidono che bisogna mettere un pò più di pressione sulla linea offensiva dei Giants,e infatti in questa giocata Eli lancia via il pallone: anche in questa occasione i Giants hanno rischiato e non poco dato che poteva essere chiamato un intentional grounding che invece non arriva.

3rd and 10: terzo e dieci di fondamentale importanza per i Giants che non viene sprecato anzi, devo fare i complimenti a McAdoo per la chiamata: screen pass chiamato per Vereen ed eseguito molto bene, con ottimi blocchi sia di Richburg, ma sopratutto di Schwartz down the field, che consente a Vereen di arrivare fino alle 20 yards avversarie, quindi nella redzone.

1st and 10: si rivede Beckham sul campo, e basta questo per mandare in confusione la difesa dei 49ers. Eli cerca OBJ in profondità verso la endzone e Hcker non riesce a stare in coverage, nonostante Beckham sia infortunato: pass interference e palla piazzata sulle 12 yards. Mancano 26 secondi alla fine.

1st and 10: Eli effettua una pump fake verso sinistra per poi lanciare in endzone verso Donnell, il quale prende posizione su Bowman: coraggioso McAdoo a chiamare una giocata del genere e fenomeno Eli nel lanciare una palla che solo Donnell poteva prendere, e non Bowman. Touchdown e vittoria meritata per 30 a 27!

GO GIANTS!!!

San Francisco 49ers @ New York Giants – Recap

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Che partita!!! Non posso che iniziare con un esclamazione questo recap della quinta week che ci vedeva opposti nel Sunday Night Football ai 49ers, i quali arrivavano da tre brutte sconfitte, ma che sul campo del MetLife hanno espresso tutto sommato un buon football, e si sono dimostrati squadra vogliosa di dimostrare che quel 1 -3 (ora 1 – 4) può e deve essere recuperato.

Dopo la vittoria contro BUffalo ci si aspettava una prova sin da subito convincente da parte dei Giants, considerando ovviamente le numerose assenze a causa di infortuni che hanno falcidiato il reparto difensivo. Nel primo quarto San Francisco inizia bene e già nel primo drive ci fa capire come la serata per noi non sarà facile. Dopo qualche bubble screen e le corse di Hyde, la nostra difesa riesce a effettuare un bello stop su un terzo e uno, grazie ad una buona combo tra Unga e Herzlich, i quali stoppano Hyde e costringono i 49ers al field goal. Nel nostro primo drive si può notare com e qualcosa rispetto alle precedenti uscite sia cambiato, infatti la palla esce più fluidamente dalle mani di Eli e difatti in men che non si dica, siamo già in redzone, grazie sopratutto ad una grande giocata di Eli che pesca il solito Odell. Nella redzone nascono i principali problemi per il nostro attacco, che non riesce a far male: sul terzo e goal viene chiamata una corsa centrale, che ovviamente non va a buon fine e cosi ci ritroviamo sul 3 a 3. La nostra difesa, nel frattempo, ha perso anche Beason a causa di una concussion, ma questo non impedisce di costringere i NIners ad un three and out. Il nostro secondo drive è praticamente perfetto, con Donnell e Tye che prendono qualsiasi cosa gli venga lanciata, mentre Harris commette qualche drop di troppo. Il drive si risolve con il td di Vereen da due yards, dopo un lancio di Manning in endzone, che pesca il numero 34 libero da coverage, dopo aver corso una stick: 10 a 3. Nel finale di secondo quarto c’è ancora tempo per assistere a due field goal da entrambe le parti, i quali chiudono il primo tempo sul 13 a 6 per i Giants. Dopo un ottimo drive negli ultimi secondi del primo tempo arriva il secondo INT della stagione per Eli, il quale dopo essere uscito dalla tasca, lancia in endzone verso OBJ, ma il cb dei 49ers Hacker, legge molto bene e intercetta il pallone, negando ai Giants il bottino finale.

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Nel terzo quarto usciamo un pò dal campo mentalmente e sia difensivamente che offensivamente, non riusciamo più ad essere produttivi. Concediamo ben 88 yards di drive ai 49ers, i quali trovano due bigplays che ci ammazzano nel mezzo del campo e riescono ad arrivare in endzone, grazie al td pass di Kaepernick per Celek. 13 a 13 e palla di nuovo nelle mani di un Eli in serata di grazia, che con precisone chirurgica affetta la difesa dei 49ers, grazie ad un Beckham stile rookie season e ad un Randle, che quando chiamato in causa risponde sempre presente. Finalmente anche il play calling è di quelli seri e il risultato non può che essere un td: su un terzo e tre Manning si muove nella tasca e con un passaggio trova Beckham, il quale si allarga verso la sideline, evita un difensore e arriva in endzone per il td del sorpasso: 20 a 13. Qui Odell sente fastidio, per quello che può sembrare un riacutizzarsi del problema che aveva avuto l’ anno scorso. I 49ers però non demordono e la nostra difesa non riesce ad attuare gli aggiustamenti necessari per fermare Kaep e soci. Altre 78 yards concesse ancora con in mezzo un bigplay che ci taglia le gambe: in questo caso McBride in ritardo su Boldin. Il td del pari arriva puntuale con Kaep che trova Boldin in endzone. Sembra una maledizione per i Giants e Eli affronta il penultimo drive praticamente senza ricevitori, anche se c’è da segnalare la prima ricezione di Jeremy Davis (rookie ) su un terzo e uno, il quale riceve per ben 16 yards dopo aver corso una slant. Arriviamo in redzone e su un terzo e sette viene chiamata la solita corsa dalla shot gun che ci porta ad una yard dalla chiusura del down: sul 4 e 1 Coughlin sceglie di calciare il field goal con Brown, che ovviamente non sbaglia: 23 a 20. I 49ers però, in tre giocate arrivano in redzone, grazie anche ad una dormita della nostra difesa, la quale non riesce a contenere l’ attacco sul passing game. Sembra un incubo già visto due volte questa stagione e difatti i Niners segnano i 7 punti andando sul 27 a 23. Mancano 1:45 da giocare e Eli senza ricevitori, si appresta d affrontare l’ ultimo drive. Ora non mi soffermerò dettagliatamente, perchè ci sarà un articolo aparte su questo drive, ma il risultato finale lo sappiamo tutti: meraviglioso Td di Donnell e risultato sul 30 a 27. Un Eli da 41/54 per 441 yards 3 td e 1 int regala ai Giants la vittoria che ci consente di essere in testa alla NFC East. La strada è ancora lunga ma si deve continuare con questa mentalità!!

La ricezione di Donnell, grazie alla quale i Giants vincono la partita!!

La ricezione di Donnell, grazie alla quale i Giants vincono la partita!!

 

GO GIANTS!!!

Up and Down – Buffalo Bills

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Torna la nostra consueta rubrica settimanale incentrata sui migliori e peggiori della partita appena trascorsa. In questa edizione ci occupiamo della partita disputata e vinta contro i Buffalo Bills.

UP

1) DEFENSE

Non ci sono parole per descrivere la prestazione della difesa contro i BIlls. Un aggressività di questo genere era un pò che non si vedeva a New York. Non abbiamo mai concesso a BUffalo la possibilità di sviluppare il proprio gioco di corse (24 att per 55 yards), mettendo cosi in obbligo Taylor a dover sparacchiare il pallone per aria. Benissimo ancora le secondarie che , è vero che mancava Watkins, ma comunque non concedono mai la profondità e si fanno sempre trovare pronte. Da sottolineare il bel debutto di Odighizuwa, che si rende protagonista di qualche buona giocata. Su Kennard e Prince ormi non ci sono più aggettivi: i due turnover della giornata arrivano grazie a due splendide giocate: quello di Kennard grazie ad un intervento in tuffo del nostro LB, dopo una grande coverage su Clay; mentre Prince strappa letteralmente il pallone dalle meni di Wood causando il fumble ricoperto dallo steso Prince. Insomma se ad inizio stagione mi avessero detto che saremmo stati la miglior difesa contro le corse della NFL, non ci avrei scommesso 1 Euro, eppure è realtà tifosi Giants, è realtà!

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2) DWAYNE HARRIS

La partita contro i Bills doveva essere importante per il ricevitore con il 17 dietro la schiena per un motivo molto importante: l‘ assenza di Cruz aveva lasciato un vuoto da colmare nello slot e Harris l’ ha svolto nel migliore dei modi. 5 rec per 51 yards ed un TD, il primo in maglia Giants, sono numeri che fanno capire come questo wr possa occupare bene quella posizione, essendo veloce e creando mismatch favorevoli con le secondarie avversarie, data la sua stazza fisica. Vedremo se domenica nel SNF contro i Niners potrà replicare la buona prestazione di Buffalo!

3) OFFENSIVE LINE

Le parole di Justin Pugh a fine gara sono significative di come nessuno credeva che questa OL potesse raggiungere un livello di prestazioni cosi elevato già dall’ inizio della stagione. Anche contro una difesa fortissima ed aggressiva come quella di Buffalo, la OL è stata solida e ha concesso davvero poco alla pass rush avversaria. Buona la prova di Flowers che ha completamente annullato Hughes, cosi come è stata buona la prova di NewHouse e del solito Richburg, mentre Pugh ormai è una sicurezza come guardia, anche se credo che non sia il suo ruolo naturale. Peccato per quella penalità di Schwartz sullo screen di Vereen, ma nel complesso è stata una buona prova. Il non aver commesso penalità quali Holding o False Start è un segnale molto incoraggiante!

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DOWN

1) PENALITA’ DI DELAY OF GAME

Ancora una volta queste penalità ci penalizzano e ci fanno capire che, in fondo, un minio di confusione nell’ attacco ci deve essere, perchè non è spiegabile come si possano commettere almeno due penalità di questo tipo a partita. Da questo deriva una pessima gestione del cronometro che consente agli avversari di stare in partita, ma sopratutto ci fa perdere yards preziose, specialmente se si devono affrontare terzi e corti, come quasi sempre accade. Mi auguro che già dalla prossima partita si possa fare un passo avanti: basta chiamare timeout, vero Coughlin/McAdoo?

 

New York Giants @ Buffalo Bills – Recap

Derby dello stato di New York al Ralph Wilson Stadium, che vede impegnati i Bills e i New York Giants. Partita fondamentale per entrambe le squadre, dato che se i Bills dovessero vincere avrebbero la possibilità di andare 3 – 1 i n division e tenere cosi il passo dei Patriots, mentre i Giants, con un vittoria, andrebbero 2 – 2, in una NFC East che, mai come quest’ anno, sembra davvero incerta.

Williams, tra i difensori dei Bills!

Williams, tra i difensori dei Bills!

L’ obbiettivo che i Giants si erano posti sin dalla fine della partita contro i Redskins era quello di fermare a tutti i costi le corse di Buffalo, che si presentava alla gara senza due elementi fondamentali del proprio attacco, vale a dire McCoy e Watkins. Il peso del running game è cosi tutto sulle spalle di Taylor, qb che annovera tra le sue qualità anche la corsa, e il rookie da FSU Carlos Williams, Sin di primi snap la difesa dei Giants è subito aggressiva, specialmente con Wynn e Kennard, che chiudono ogni spazio all’ attacco dei Buffalo BIlls, che sono costretti a giocare due punt, nei primi due drive di gioco. I Giants offensivamente devono ancora rinunciare a Cruz, ma quello a cui non riescono proprio a rinunciare sembra essere la confusione sulla LOS, quando Eli cerca di cambiare la giocata. Nel primo drive infatti arriva il field goal che ci porta sul 3 a 0. Difensivamente non concediamo nulla a BUffalo, tantè che Taylor verso la fine del primo tempo è 2/11 per 27 yards. Anche sui passaggi le nostre secondarie fanno un lavoro egregio, ma se c’è una caratteristica fondamentale delle difese di Spags è che tutti possono provocare turnover: ed è quello che accade su un lancio di Taylor verso Clay, che viene intercettato con un gran gesto tecnico da Devon Kennard, al suo primo INT in carriera. Dobbiamo approfittarne per allungare sui Bills, per cui bisogna andare per i 7 punti: offensivamente ci ricordiamo di avere un wr di nome Dwayne Harris, il quel forse non è buono solo negli special team: schierato nello slot si fa trovare pronto su una buona slant corsa fino alla endzone, e riceve con sicurezza il passaggio di Eli per il td del 9 a 3. Buffalo non riesce a scomporre minimamente la nostra difesa, la quale riesce a mettere tanta pressione sulla OL avversario costringendo Taylor a letture spesso molto difficili. Nel secondo quarto la musica non cambia: difensivamente non concediamo neanche la zone-read, con Odighizuwa (al debutto) che occupa bene la sua edge-position, non facendo guadagnare yards significative a Taylor. Offensivamente però alcune situazioni non sono sfruttate al meglio, anche se riusciamo ad arrivare fino alla redzone, grazie anche a delle buone corse di Williams. Si sa che la redzone non è la nostra zona preferita dove segnare td( solo il 27% dei possessi è stato tramutato in td), ma riusciamo lo stesso ad infilare 7 punti grazie alla buona connection tra Eli e Randle, che si è definitivamente sbloccato.

Harris sigla il suo primo td con la maglia dei Giants!!

Harris sigla il suo primo td con la maglia dei Giants!!

Nel terzo quarto Buffalo cerca di osare leggermente di più, cercando la profondità e il passing game con più continuità. La nostra difesa, anche non aiutata dall’ attacco, sta in campo molto e quindi qualche calo di tensione è naturale che capiti, anche se quello che riusciamo a fare nella nostra redzone ha dell’ incredibile: costringiamo Buffalo a giocarsi il 4th and goal, e grazie ad una devastante combo tra DRC e Unga, non facciamo andare Taylor in endzone: stance difensiva eccellente anche se l’ attacco nel drive successivo non ne saprà lo stesso approfittare. Quello che sembra essere ancora evidente offensivamente, è un playcalling ed una gestione del cronometro, ancora non sufficientemente migliorata, dopo i regali fatti ai Cowboys e ai Falcons. Fortuntamente per noi ci pensa Jennings a chiudere definitivamente i conti, dopo una gran giocata sulla sideline ed una corsa di 51 yards, dopo aver ricevuto il pallone nella flat da Eli. Prima della fine c’è ancora il tempo di assistere al primo INT della stagione di Eli, e al forced fumble causato da Amukamara e Collins su Woods. Alla fine è 24 a 10 per noi, ma con l’ impressione che ci sia ancora tantissimo da migliorare, se si vuole cercare di costruire qualcosa di buono. Positiva anche la prova della OL, che sta facendo ricredere tutti quelli che ad inizio stagione non credevano nel suo potenziale.

Jennings si invola verso il td del 24 a 10!!

Jennings si invola verso il td del 24 a 10!!

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